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Ott 27
Bergamo alle 18 . . . Scritto da Chiara

Bergamo le sere d’inverno è una brutta città. Buia, triste, solitaria. I viali principali : papa giovanni, sentierone, porta nuova. Sono solo un via vai di gente, veloce e isolata nei Ipod. Le luci la rischiarano a malapena. Non ha nulla di bello nulla che attiri l’occhio, che lo faccia soffermare.
Se poi aggiungiamo la desolazione dai negozi abbandonati o in procinto di chiudere il quadro e completo.
I negozi che chiudono vengono sostituiti da banche, finanziarie, interinali. Che la sera sono desolatamente spenti. Così nessuno passeggia per il centro, è solo un correre a casa, al sicuro.
Sta sera ho visto i cartelli che annunciano la chiusura di un altro negozio. Se ne vanno le borse e le valige vicino alle Grazie. Quel negozio l’ho sempre visto. Ho sempre guardato le belle valige in vetrina, ora se ne va anche lui. Che ci metteranno una kebabberia ? Infondo è quello che vedono i turisti arrivando in treno o con i pulman dall’aeroporto un Mecco e un furgoncino di kebabb con tutti gli sbandati della stazione in sosta. Non che la stazione sia messa meglio ! Vecchia sporca, senza aiuti per i viaggiatori in carrozzina o con bagagli. Non una rampa mobile o un ascensore, solo scale vecchia maniera. Per intenderci stile fascio.
La bella stazione liberty dei bus e li in un angolo in mezzo al grigiore anni 60 e hai vomitevoli tecnicismi architettonici anni 90, sola a se stessa.
Questa città fiera di essere piccolo borgese, fiera di essere di provincia, è un miscuglio di cafonaggine tipicamente bergamasca, siamo un popolo di magüt non di artisti e si vede.